L’incredibile diniego

 Il Sindaco di Trino Giovanni Ravasenga e la sua Giunta hanno proibito ad un ebreo antifascista (Bruno Segre, avvocato e scrittore torinese, 90 anni) di tenere una conferenza per ricordare la tragedia della promulgazione delle leggi razziali fasciste avvenuta settant’anni fa. Hanno infatti negato tutti i locali comunali ( la biblioteca civica, l’auditorium delle scuole e una sala del palazzo Paleologo) ad un protagonista della Resistenza al regime fascista e nazista.

Dal secondo dopoguerra, è la prima volta nella storia della città di Trino che una amministrazione comunale calpesta in un modo così ignobile i valori antifascisti e democratici della Costituzione Repubblicana .

Esortando i Trinesi a riflettere bene anche su questo ulteriore sopruso alla convivenza civile compiuto dalla Giunta Ravasenga, li invitiamo a partecipare numerosi all’incontro con l’avvocato Bruno Segre che si terrà comunque VENERDI 17 OTTOBRE alle ore 20,45 presso l’ORATORIO SALESIANO in Piazza Don Bosco.

Con Bruno Segre dialogherà il giornalista Massimo Novelli.

Scaricate la locandina di invito alla manifestazione.

Potete inoltre prendere visione della: lettera di diniego del Sindaco.

                                                                       lettera inviata dal Gruppo senza sede al Prefetto.

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Nel 70° Anniversario delle leggi razziali : incontro con l'Avvocato Bruno Segre.

Per il settantesimo anniversario della promulgazione delle leggi razziali in Italia abbiamo pensato di organizzare un incontro con l'Avvocato Bruno Segre, uno dei massimi testimoni di quell'epoca ed uno dei pochi che ha avuto il coraggio, in quei tristi giorni, di criticare Mussolini e di opporsi a questi provvedimenti.

Riportiamo qui di seguito alcuni stralci tratti dall'articolo scritto da Massimo Novelli, che prenderà parte all'incontro come moderatore, sul giornale "La Repubblica del 3 settembre 2008:

" Settant'anni fa, nel settembre del 1938, il regime fascista di Benito Mussolini, con l'avallo di Casa Savoia e del re Vittorio Emanuele III, emanò i primi provvedimenti di discriminazione degli ebrei italiani, che erano stati preceduti in luglio dal cosiddetto manifesto sulla purezza della razza. Ricalcato su quello Nazista, il vergognoso complesso legislativo antisemita fu completato nell'estate del 1939. In quei giorni di barbarie, mentre il premio nobel per la fisica Enrico Fermi era costretto ad emigrare negli Stati Uniti proprio a causa delle leggi razziali, nel nostro Paese regnò un generale e plumbeo silenzio acquiescente. Tacquero gli accademici, i professori, gli scienziati, gli intellettuali. e tacquero gli imprenditori, i preti, i cittadini più in vista. Tacque la gente comune, s'azzittirono gli stessi militanti e capi fascisti che fino a quel momento avevano avuto diversi ebrei al loro fianco nel partito e nelle corporazioni........."

"Ancora oggi mi colpisce il fatto - dice Segre - che a levarsi contro le leggi razziali non furono gli intellettuali, i giuristi, gli scienziati, i professori universitari, ma.............. e uno studente quale ero io, uno che aveva appreso dalle lezioni ascoltate all'Ateneo torinese come l'Italia fosse stata un crogiolo di popoli, una molteplicità di genti, altro che purezza di una razza sola!...."

Bruno Segre ha legato poi il suo nome alle più importanti battaglie civili del nostro Paese,e non ha smesso di pronunciarsi contro ogni forma di oppressione della libertà. Come afferma nell'intervista rilasciata a Nico Ivaldi e pubblicata sulla rivista Piemonte Mese dell'aprile 2008, ha sempre portato avanti un programma politico-culturale laico e progressista, ispirato alla pace, al dialogo tra i popoli alla difesa dei diritti civili contro ogni minaccia totalitaria. contro razzismo, antisemitismo ed intolleranza religiosa. Consiglia inoltre ai giovani di avere un forte senso del dovere,a non indulgere ai propri vizi, ma a leggere molto ed a partecipare attivamente alla vita della società, perché altrimenti non andranno molto lontano. Esorta a cercare la soddisfazione del lavoro compiuto, rispettare la legge, essere fedele ai principi democratici della libertà, della tolleranza e della solidarietà umana. Dice di viaggiare per conoscere il mondo, di curare la propria salute per quanto possibile, e di non bere nè fumare.....

Queste parole sembrano molto strane, considerando l'epoca in cui viviamo fatta di lassismo, disinteresse per la società, disimpegno, individualismo senza solidarietà e. a volta, mancanza di volontà o paura di esprimersi. Vorremmo che  tutti i partecipanti all'incontro ricevessero un messaggio di incoraggiamento a non smettere di pensare, a non aver paura ad andare contro perché è proprio questo che fa crescere le persone, a non tacere di fronte a ciò che si ritiene ingiusto. La capacità di pensare rende la vita completa, serena e degna di essere vissuta.

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"Quando ti trovi d'accordo con la maggioranza, è il momento di fermarti a riflettere" (Mark Twain)

"Prima di tutto vennero a prendere gli zingari e fui contento perché rubacchiavano. Poi vennero a prendere gli ebrei e stetti zitto perché mi stavano antipatici. Poi vennero a prendere gli omosessuali e fui sollevato perché mi erano fastidiosi. Poi vennero a prendere i comunisti ed io non dissi niente perché non ero comunista. Un giorno vennero a prendere me e non c'era rimasto nessuno a protestare." (Bertold Brecht)